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Spesso sarà capitato a chi si sia avventurato alla scoperta del bellissimo litorale tarantino di imbattersi in strani e squadrati ruderi, molte volte invasi da cespugli di rovi spinosi che occupandone gli ingressi ne aumentavano il mistero e la curiosità morbosa per chi sensibile come noi, semplici ragazzini cresceva sempre di più . Allora questi imponenti fortini e batterie erano i nostri silenti compagni di giochi, e la loro ombra proiettata nei vasti e muti piazzali pareva offrirci ristoro da una giornata piena di sole passata a giocare; adesso sono il nostro principale oggetto di studio, perché col tempo abbiamo compreso che questi luoghi che sembrano col loro silenzio rotto dal rumore delle onde del mare, anonimi e dimenticati, possono offrire un loro contributo alla storia millenaria della nostra città, conosciuta maggiormente per le leggende di Taras e di Falanto e per il mito della Magna Grecia. Questi anonimi e grigi muri, dalle persone comunemente e molte volte erroneamente chiamati bunker, parlano di un periodo in cui ancora nonostante i numerosi progressi, si navigava ancora a vista e per difendere lintegrità dellabitato di Taranto e lArsenale da poco terminato, si ricorreva a queste complesse e costose strutture, moderne ma dallorigine antica, che conobbero la loro naturale evoluzione alla fine del medioevo con ledificazione del Castello Aragonese e di altre opere similari del suo tempo. Ritenevamo quindi doveroso non trascurare limportanza delle fortificazioni costiere di Taranto; sono state profuse ingenti risorse per la realizzazione di queste strutture le cui prime vennero costruite subito dopo lUnità. Alcuni documenti portano la firma di storici Ministri, di famosi capi di Stato Maggiore ed Autorità che allora fecero la storia che noi oggi leggiamo sui libri di scuola. Purtroppo alcune di queste batterie costiere e strutture minori non ci sono più, alcune inglobate anche da piani regolatori. Altre ancora resistono e sfidano ancora quel tempo che per loro sembra non passare mai, oppure reggono gli affronti di isolati vandali che riescono a fare in un giorno ciò che i due conflitti mondiali non hanno loro mai fatto. Siamo quindi un gruppo di studiosi che assieme allattività di ricerca condotta sul posto, censimento e studio anche da documenti dArchivio, svolgiamo una moderata attività di sensibilizzazione; questultima funzione è importante affinché ci sia la conoscenza di questi posti, ormai invasi e riconsegnati alla bellezza selvaggia della natura. Vorremmo che alcune di queste ex batterie siano adibite a musei e siano oggetto di siti culturali e per questo motivo che svolgiamo anche una attività di sensibilizzazione e di conoscenza, rivolta anche verso gli Enti locali. Il nostro obbiettivo è quello di salvare la storia e lintegrità di queste costruzioni, autentici capolavori dingegneria, preservare la natura circostante e soprattutto evitare che possano perdersi dimenticati e sbeffeggiati nel vortice delloblio.
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